Pittogramma cinese di epoca Shang (periodo XVIII-XI secolo a.C.
),
realizzato su bronzo, raffigurante “due mani stilizzate che offrono una giada”.       

   GIADA:  (Jean Chevalier – Alain Gheerbrant “DIZIONARIO DEI    SIMBOLI”   BUR   Dizionari - Rizzoli)

  1. Come l’oro, la giada è carica di Yang e quindi di energia cosmica; simbolo stesso dello Yang è dotato di qualità solari ed imperiali, indistruttibili e da ciò deriva l’importanza del suo ruolo nella Cina arcaica : “Nell’ordine sociale essa incarna la sovranità e la potenza, nella medicina è una panacea e la si ingerisce per procurare la rigenerazione del corpo; considerata il nutrimento dello spirito e capace, secondo le credenze taoistiche, di assicurare l’immortalità, ha un ruolo importante nell’alchimia e nelle pratiche funerarie: se si mettono oro e giada nei nove orifizi di un cadavere, lo si preserverà dalla putrefazione” (testo dell’alchimista Ko-Hung).   Ricerche recenti hanno confermato questa credenza: “Secondo le regole della dinastia Han, i Principi ed i Signori erano sepolti con vestiti ornati di perle e con astucci contenenti giada destinati a preservare i loro corpi dalla decomposizione” (trattato Tao Hung-Shing, 5).   La giada, in quanto materializzazione del principio Yang, preservava i corpi dalla corruzione, mentre le perle, detentrici dello Yin, assicuravano al trapassato una nuova nascita.
  2. La giada è legata all’esercizio del Mandato Celeste.   Per la sua bellezza la giada è l’emblema della perfezione e delle cinque virtù trascendenti: benevolenza, trasparenza, sonorità, immutabilità, purezza, e, secondo il Li-chi, di gran parte delle qualità morali: bontà, prudenza, giustizia, urbanità, armonia, sincerità, buona fede, come pure del Cielo, della Terra, della Virtù e della Via della Virtù.   Cosi, dice Segalen, l’elogio della giada “è l’elogio stesso della Virtù”.   La giada è la dolcezza, il calore, la preziosità. Gli ufficiali ammessi a Corte portavano alla cintura delle lamine di giada scolpite la cui sonorità era stabilita con precisione e questo suono, quando andavano sul carro, li manteneva sulla retta via e nella lealtà.  Tale sonorità è infatti l’eco di quella che regola l’armonia tra il Cielo e la Terra.  In forma di cerchio, pi, con un foro centrale, la giada è il simbolo del Cielo. 
  3. Fin dalla più remota antichità il Sigillo Imperiale è di giada e la trasmissione del Sigillo equivale, in pratica, a quella del Mandato: la giada è dunque il simbolo della funzione regale.   Il carattere yu è del resto quasi simile al carattere wang che designa il Re nella sua funzione suprema; lo yu è la radice del wang e si può dire quindi che la giada fa il Re.  Questo carattere, formato da tre tratti orizzontali paralleli uniti da un’asta verticale, è unanimemente considerato il simbolo della Triade Suprema, essendo il Cielo, l’Uomo e la Terra uniti per mezzo dell’Asse del Mondo o dalla Via, la Via centrale (chung-tao) con cui si identifica la Via regale (wang-tao): “Uno – che riunisce i Tre – è il Re”, (Tung Chung-shu). 
  4. Se dunque il wang si pone graficamente come il figlio del Cielo e della Terra, lo stesso vale per lo yu; si dice che la giada si forma nella terra per effetto del fulmine, cioè dell’attività celeste.  Tale fecondazione cosmica è l’immagine della formazione dell’Embrione dell’Immortale da parte dell’alchimia interna.  La giada di Pien Ho, che servì a fabbricare il palladio di Chou, fu indicata da una fenice.  Gli alchimisti dicono anche che la giada si forma nella matrice terrestre per lenta maturazione di un embrione di pietra, il che, ai loro occhi, la rende affine all’oro.  Se a questo si aggiunge che la giada delle descrizioni fantastiche è sempre una giada bianca, e il bianco è il colore dell’oro alchemico, e chiaro come essa non si distingua dalla Pietra Filosofale e sia un simbolo di immortalità; inoltre c’è un altro carattere yu, composto da chin (oro) e da yu (giada), che ha il significato di oro puro. 
  5. La giada si trova in abbondanza nei luoghi dove soggiornano gli immortali.  In quanto elisir di lunga vita, la si ingerisce in polvere o liquefatta o mescolata alla rugiada, raccolta in una coppa di giada.  Certi oggetti posti nella tomba e rivestiti di caratteri di giada permettono al morto di rinascere.  La giada (o l’oro) inserita nelle statue votive dona loro la vita; essa, allo stesso titolo dell’oro, è lo Yang essenziale, che contribuisce alla restaurazione dell’essere, al suo ritorno allo stato primordiale.   E’ da notare anche che, secondo i diversi esegeti, il primitivo carattere yu era composto da tre pezzi di giada forati e riuniti da un filo o da uno stelo; abbiamo così un’immagine esatta dell’altare vedico primitivo, i cui tre pezzi corrispondevano ai tre mondi (Terra, Mondo Intermedio, Cielo) e lo stelo rappresentava l’asse cosmico.

 

“Simplify,
wherever possible,
the complex.”

 

 

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